Cremonini live tour 2018

E’arrivato il momento di parlare di uno degli ultimi concerti a cui ho assistito. Si tratta della tappa del live tour 2018 di Cesare Cremoni, del 5 dicembre 2018, al Palasele di Eboli. Non vi nego di aver trascorso una serata interessante in compagnia di Cesare ( si, solo Cesare, è mio amico), ma non posso esimermi dal raccontarvi il viaggio che mi ha portata da lui.

CHI ERAVAMO: eravamo un gruppo di amici composto da 6 persone (me compresa).

si lo so, non siamo nemmeno in grado di scattarci una foto!

COME SIAMO ARRIVATI AL PALASELE: Il viaggio lo abbiamo fatto in macchina, o meglio in tre macchine diverse. So a cosa state pensando, so perfettamente che bastavano due macchine, ma noi siamo problematici e quindi abbiamo optato per viaggiare separati. L’unico ricordo che ho di quel viaggio è la musica ad alto volume e quel maledetto cd di Cesare (è ancora mio amico) che ormai andava in loop fino al limite della sopportazione.

QUANDO SIAMO ARRIVATI: Dopo una breve sosta al centro commerciale per la cena e dopo esserci persi almeno per tre volte ( tante quante erano le nostre auto) per le vie di Eboli ( si, non c’è nemmeno l’ombra di un cartello stradale che indichi dove si trova il palazzetto) siamo arrivati. In ritardo, ma siamo arrivati.

LA CORSA AL POSTO: La fortuna ha voluto che avessimo acquistato dei biglietti con posti a sedere numerati e quindi non abbiamo faticato a trovare il nostro posto ( a parte l’usurpatrice che ha provato a farci credere che quello era il suo posto). Infatti, non appena ci siamo accomodati è arrivato lui: Cesare.

IL CONCERTO: L’inizio è stato esplosivo. Cesare ( still my friend) ha calcato il palco intonando una delle mie canzoni preferite del suo ultimo album: “Possibili scenari”. E’ stato in quel momento che mi sono accorta del palazzetto gremito di gente, di tutte quelle luci, dei coriandoli, di quella semplice ma esaltante scenografia. L’euforia si è però intensificata con la seconda canzone in scaletta, “Kashmir kashmir” in cui l’intero palazzetto saltava e cantava all’impazzata (me compresa). Dopo qualche canzone più allegra, si calano i toni con una delle canzoni più belle dell’intero repertorio di Cremoni, “La nuova stella di Broadway”. Il pezzo è stato eseguito al piano e per la prima volta, quella sera, il palazzetto è stato illuminato dai tanti telefoni puntati verso l’alto. La prima parte del concerto termina con “Buona viaggio (share the love)”.

Sebbene Cesare abbia cantato le mie canzoni preferite nel corso del primo atto, devo dire che la parte che ho preferito maggiormente è stata la seconda, in quanto più dinamica ma soprattutto perchè finalmente Cesare ci ha parlati e lo ha fatto con grande umiltà ed una sottile ironia. Mentre intona “Una come te” ci fa notare un particolare della canzone, o meglio una frase del testo che ha scritto anni fa: ” una come te, il vento che le soffia dentro non la può spostare”. Ecco è a quel punto che inizia a chiedersi per quale motivo abbia scritto quelle parole, quale fosse il vero significato. Si concede così una lunga riflessione sul motivo per il quale scrive canzoni d’amore e soprattutto si interroga sul perchè sia ancora single.

Della terza parte del concerto ricordo, invece, una delle mie esibizioni preferite dell’intera serata, “Il pagliaccio”, eseguita in un chiave rock n’ roll che quasi ricordava “We will rock you” dei Queen. Inoltre, durante questa performance, Cremonini ha anche eseguito una sorta di coreografia, supportato da un led gigante che lo ritraeva mentre faceva la sua marcia. Memorabile è stata anche l’esecuzione di ” 50 Special”, in cui Cremonini si è esibito insieme al suo ex compagno dei Lunapop.

CONCLUSIONI: Era la prima volta che vedevo un concerto di Cesare Cremoni e devo ammettere che ha superato le mie aspettative. Ero consapevole che avesse una bellissima voce ed ero totalmente a conoscenza del fatto che Cremonini durante i live si dà con tutto se stesso, ma sono rimasta sorpresa, davvero. Alla prossima Cesare!

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